Valentano Farnese - CEDIDO Viterbo

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Valentano Farnese

"Incontri a Palazzo Papale" - 17 febbraio 2012


"Valentano e i Farnese nella storia e nell'arte" era il tema che era stato assegnato a Romualdo Luzi e a  Fulvio Ricci con l'obiettivo di compiere un giro d'orizzonte per cogliere l'essenziale della storia di Valentano,  prima e dopo del  Ducato dei Farnese, e il ruolo di questa famiglia nel segnare la storia artistica del territorio. Le due ore e mezzo passate nella Sala di Studio al pianterreno di Palazzo Papale, venerdì scorso 17 febbraio, in quel luogo così ricco di storia e di suggestioni ma così povero di impianti di climatizzazione, sono passate in un baleno e, se l'ambiente l'avesse consentito, sarebbero durate ancora più a lungo.  
E' stato uno di quegli incontri fortunati (per chi era presente) durante il quale due maestri della materia hanno dato un saggio della loro arte e ci hanno lasciato intravedere un gran numero di possibili, appassionanti approfondimenti intorno alla storia di Valentano (dal medioevo alla fine del Ducato di Castro) e sul rapporto tra i Farnese e l'arte, in particolare nelle espressioni architettoniche e nella committenza artistica.


Con Luzi abbiamo seguito passo passo la fortuna di questa famiglia che, sin dal periodo dei Papi ad Avignone, si mettono al servizio dello Stato pontificio e costruiscono la loro forza attraverso oculate alleanze matrimoniali,  indovinate carriere nelle armi e nella burocrazia ecclesiastica e qualche fortunato passaggio nelle alcove che contavano. Divengono così, quando il loro più illustre esponente Alessandro Farnese seniore è creato papa con il nome di Paolo III, una famiglia che svolge un ruolo importante nella politica italiana ed europea del XVI e XVII secolo.

Fulvio Ricci ci ha portato a intuire la lungimiranza dei Farnese nel campo artistico: c'è un "grande disegno di potenza" dietro le commissioni dei Farnese che trasformano e costruiscono i loro palazzi residenziali nell'alto viterbese (Valentano, Ischia di Castro, Capodimonte, Gradoli) e poi a Caprarola e a Roma  e in giro per l'Italia (nel Ducato di Parma e Piacenza, ma non solo). E questo disegno lo si può cogliere anche quando diventano committenti di statue, di affreschi e di tele: queste opere servono a dare corpo alla loro volontà di emergere tra le famiglie aristocratiche  del tempo e nelle corti di mezza Europa. In questa linea si colloca anche  la costruzione di una adeguata storia delle origini ma soprattutto quelle splendide decorazioni dei loro palazzi e delle chiese che sono sotto la loro protezione che non sono solo belle, sono un continuo messaggio che viene rivolto a tutti di quello che sono già e di quello che vogliono divenire. Un conferma di questo disegno in particolare - nell'Alto Lazio - sono i santuari mariani che vedono tutti (a partire da quello della Quercia) una evidente espressione di come la loro influenza non si sviluppasse solo nell'ambiente delle corti e della cultura alta ma anche in quella della diffusione dei modelli di devozione e dei comportamenti religiosi.

Una serata ricchissima di spunti come solo due  straordinari, appassionati cultori della ricerca potevano offrire; e uno in particolare: la storia di Valentano e dei Farnese - apparentemente già tutta scritta - è una miniera inesauribile di informazioni e di nuove conoscenze. E da un "Incontro di studio" non si poteva attendere di meglio che un invito a continuare a studiare.

(a cura di Luciano Osbat) .....

 
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